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giovedì 25 ottobre 2012

Trasferimento del blog

Cari internauti,

ringraziandovi per averci letto e seguito in queste pagine, vi invitiamo a raggiungerci e seguirci nel blog appena nato del Numero Verde per Rifugiati e Richiedenti Asilo dell'Arci . Sarà lo stesso possibile accedere a questo diario in qualsiasi momento, ma le nostre attività continueranno nella nuova sede.


Numero Verde per Rifugiati e Richiedenti Asilo
Ufficio Immigrazione, ARCI Nazionale

lunedì 27 febbraio 2012

L’Italia condannata per i respingimenti in Libia

Ci auguriamo che questo sia un monito per il governo in carica
per modificare le politiche in materia di immigrazione

Dichiarazione di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione

Abbiamo appreso con grande soddisfazione della sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, che ha condannato l’Italia per i respingimenti dei migranti verso la Libia attuati il 6 maggio 2009.

Ciò conferma quanto sostenevamo da tempo sull’illegalità delle politiche dei respingimenti in mare. Come dichiara la sentenza, con i respingimenti è stato calpestato il rispetto dei diritti umani delle persone, tra i quali la possibilità, per chi ne aveva diritto, di chiedere all’Italia lo status di rifugiato o di presentare la domanda d’asilo. Una pratica che ha costretto centinaia di profughi in Libia, dove hanno vissuto condizioni drammatiche, violenze e abusi di ogni genere rinchiusi per molti mesi nei centri di detenzione.

L’Italia ha senza dubbio una responsabilità morale diretta sulle conseguenze dei respingimenti. Il nostro Paese è infatti anche stato condannato dalla Corte di Strasburgo per trattamenti degradanti e tortura, avendo violato l’articolo 3 della Convenzione sui diritti umani. Un reato che il nostro ordinamento è ancora tra i pochi a non contemplare.

Questa sentenza non fa altro che confermare che l’intero impianto politico sull’immigrazione del governo Berlusconi si basava esclusivamente su fini persecutori, senza alcun rispetto della legge italiana e delle convenzioni internazionali. Molte delle scelte che il ministro Maroni ha fatto in materia sono state puntualmente censurate dagli organismi europei e internazionali. Tutto ciò deve rappresentare una chiara indicazione per l’attuale governo in carica affinchè riveda le scelte finora attuate in materia e perché ricontratti gli accordi di cooperazione con il governo di transizione libico.

Auspichiamo che questo importante segnale che arriva dalla Corte di Strasburgo induca il Parlamento italiano a calendarizzare al più presto le due proposte di legge di iniziativa popolare sui diritti di cittadinanza degli stranieri, che i promotori della campagna “L’Italia sono anch’io” depositeranno alla Camera il prossimo 6 marzo. Perché anche questo è un passo importante verso delle politiche di integrazione nei confronti dei migranti.


Roma, 23 febbraio 2012

lunedì 7 novembre 2011

SOS Egitto cristiano ma il governo continua a fare rimpatri

La politica dei rimpatri fa dimenticare le situazioni di conflitto dalle quali provengono numerosi migranti.

"Sono quasi 100'000 i copti che hanno lasciato l’Egitto dal mese di marzo 2011 a oggi”, afferma Naguib Gébraïl, presidente dell’Unione egiziana dei diritti umani (UEDH). E' necessario diffondere la notizia contro il silenzio dei media anche in Italia.
Secondo l’Ong diretta da Naguib Gébraïl, i 100'000 copti che sono partiti da marzo sono andati soprattutto negli Stati Uniti (16'000 in California, 10'000 nel New Jersey, 8'000 a New York e 8'000 nel resto del paese), in Europa (20'000 tra Paesi Bassi, Italia, Regno Unito, Austria, Francia e Germania...), in Canada (9'000 a Montreal, 8'000 a Toronto) e in Australia (14'000). “Le nostre statistiche vengono dai nostri uffici all’estero, e dalle Chiese copte in quei diversi paesi”, precisa il presidente dell’UEDH. Attribuisce queste partenze obbligate al timore per le azioni e le minacce dei salafiti, quei musulmani estremisti comparsi sulla scena politica a favore della rivoluzione del 25 gennaio. 

martedì 11 ottobre 2011

Parlamento Europeo: dibattito sul sostegno dell'UE ai rifugiati in Tunisia

Summary of the debate in the European Parliament on 28 September

Cecilia Malmström, Member of the Commission. − Madam President, the situation of the refugees stranded in North Africa is of course an issue of major concern. When the crisis began, the Commission immediately called for a meeting between Member States, the Commission, the IOM and the UNHCR to discuss the situation of the refugees stranded in Libya and to get an assessment of the resettlement needs.

mercoledì 5 ottobre 2011

Comunicato stampa ARCI

Migranti tunisini trattenuti illegalmente e trattati come bestie

L’Arci presenterà un esposto alla procura di Agrigento
e farà ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo



Reclusi nel centro di Lampedusa e poi trasferiti e trattenuti per giorni su navi-prigione in condizioni disumane in attesa di essere rimpatriati in Tunisia senza che venisse loro notificato alcun provvedimento, né concesso di accedere all’autorità giurisdizionale: questo è quanto emerge dalla testimonianza di tre cittadini tunisini raccolta dai legali dell’Arci presenti a Tunisi in occasione di un convegno internazionale.

I tre cittadini tunisini, dopo essere approdati a metà settembre a Lampedusa, sono stati rinchiusi nel Cpsa dell’isola sino agli scontri che ne hanno provocato la distruzione.
In seguito, trasferiti su navi, sono stati sottoposti a trattamenti disumani e degradanti: stipati in 100 per una settimana in un salone, costretti a dormire per terra con la possibilità di uscire per pochi minuti dopo i pasti sul ponte dell’imbarcazione. Come emerge dalle testimonianze, la possibilità di usufruire dei servizi igienici veniva decisa dalle forze dell’ordine che accompagnavano i migranti spintonandoli e minacciandoli con i manganelli. Trattati come bestie, provocati e offesi da chi li sorvegliava, gli veniva dato da mangiare buttando il cibo a terra. Cento migranti trattenuti con una procedura illegale che configura il reato di sequestro di persona.

Quello che succede alle frontiere italiane evidenzia la necessità di riportare la legalità nella gestione degli arrivi dei migranti. C’è un limite, cui il rispetto di noi stessi oltre che quello per il nostro prossimo e per le leggi, dovrebbe richiamarci.

I legali dell’Arci hanno ricevuto il mandato dai 3 cittadini tunisini di procedere per vie legali.

Nelle prossime ore verrà presentato un esposto alla procura di Agrigento per denunciare la limitazione illegittima della libertà personale (ex art. 13 della Costituzione) con l’ipotesi di reato di sequestro di persona.

Verrà inoltre fatto ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo perché si pronunci sulla violazione dei diritti fondamentali subita da migliaia di migranti alle frontiere italiane.

Roma, 4 ottobre 2011

lunedì 19 settembre 2011

Rimpatriare a tutti i costi...

Pubblichiamo un articolo uscito su Agrigentoweb del 15 settembre 2011:

"Aerei per i rimpatri degli immigrati clandestini fermi da ore e ore con decine di
Poliziotti a bordo e costi che salgono alle stelle. E’ quanto sta accadendo a ben due
voli che oggi avrebbero dovuto riportare in patria, in Tunisia, circa 100 immigrati
irregolari giunti in Italia. Il primo è partito da Milano alle 2.00 del mattino con a bordo
90 Poliziotti di scorta, ed è giunto a Lampedusa, dove ha caricato 49 clandestini, per
poi fare una prima tappa a Palermo ed una seconda al “capolinea”, a Tunisi, dove però
solo 30 immigrati sono potuti scendere.